Storia

 

La nascita del Radicchio Rosso di Treviso è avvolta in aura di mistero. La sua antenata, la cicoria selvatica (“Cichorium Intybus L.”), è una specie spontanea nota fin dalla notte dei tempi.

La coltivazione del radicchio rosso, secondo la tradizione, iniziò nella seconda metà del secolo XVI nel territorio di Dosson in provincia di Treviso. Il metodo di coltivazione prevedeva fino agli anni sessanta la coltivazione in pieno campo, la raccolta, la preforzatura e il successivo imbianchimento in ambienti caldi e ricchi di sostanze organiche. Ma solo sul finire dell’Ottocento alcuni contadini del luogo, che conservando d’inverno le cicorie dei campi nelle stalle, si accorsero di quanto fossero buoni e croccanti e iniziarono questa nuova coltura.

La versione più accreditata è quella che vede protagonista l’architetto di giardini belga Francesco Van Den Borre, il quale giunse in Veneto nel 1860, che fu il primo a tentare la tecnica dell’imbianchimento.